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3 modi differenti per aggirare la regola del primo link

Come molti test in passato hanno già confermato, l’algoritmo di Google valuta solo il primo anchor text per tutti i link diretti verso lo stesso url presenti sulla stessa pagina: si tratta di una limitazione importante per il link building interno, perché in presenza di menu navigazionali posti in alto nel codice e con anchor text dei link non ottimali (quanti “home”, “chi siamo”, “azienda” vi capita di vedere?) impedisce di usare i link interni per spingere le keyword che ci interessano.

Per aggirare il problema, tuttavia, si è ragionato nel tempo su diverse possibili soluzioni, e ne ho testate 3 per verificarne l’efficacia: anchor link, querystring + Canonical Tag e redirect 301. Ecco com’è andata…

Allestimento: E’ stata redatta la pagina paginaA1.html relativa al tema inesistente “Grisofallicolo”. Dalla pagina partono 5 link verso la pagina paginaB.html, a tema “autopozzolismo”. Entrambe la pagine sono un insieme di parole inesistenti, entrambe sono senza link in ingresso.

I 5 link sono i seguenti:

- #1: link diretto a paginaB.html ancorato alla parola “gusopio”

- #2: link diretto a paginaB.html ancorato alla parola “socofaltignono”

- #3: link diretto a paginaB.html#1 ancorato alla parola “tupopertigna”

- #4: link diretto a paginaB.html?f=1 ancorato alla parola “copiomarmispia”

- #5: link diretto a paginaBB.html ancorato alla parola “lumotirraia”

Il testo della pagina target non include nessuna di queste parole, quindi essa potrà posizionarsi in queste SERP solo se l’anchor text del link proveniente da paginaA1.html sarà letto.

All’interno della paginaB.html vi è in head l’istruzione rel="canonical" href="http://www.posizionamentozen.com/test-seo/paginaB.html".

La paginaBB.html fa redirect 301 via file .htaccess sulla paginaB.html.

Abbiamo quindi i link #1 e #2 che puntano direttamente verso la pagina target, e i link #3, #4, #5 che ci arrivano con piccole manipolazioni.

Risultati attesi: Se è vero che Google legge solo l’anchor del primo link, la paginaB.html non deve essere in indice per “socofaltignono”, tuttavia se i 3 metodi proposti permettono di aggirare il problema, i link 3, 4, 5 devono permettere l’indicizzazione della paginaB.html per anchor text diverse da “gusopio”.

Messa in atto: Per accelerare il processo di indicizzazione, la paginaA1.hmtl (ma non la paginaB.hmtl) è stata inserita nella sitemap XML del sito. Tale sitemap è stata linkata nel footer e questo è stato l’unico percorso disponibile per gli spider per scoprire i documenti.

Google ha indicizzato il file rapidamente, anche se con lo sgradevole effetto collaterale che al comando site: in indice si trova anche la sitemap (ma sarà divertente ora farla sparire dalla SERP…). Nessuna delle pagine ha ricevuto altri link.

Risultati del test: Iniziata a monitorare la SERP a distanza di alcuni giorni, alla data del 15 dicembre la paginaA1.html è in indice, la paginaB.html è in indice solo per il suo title (“autopozzolismo”).

Alla data del 5 gennaio, la paginaB.html è in indice per tutti gli anchor text 1,3,4,5, tranne che per il 2.

anchor text #1 (link diretto): paginaB.html ovviamente in SERP per questa parola

keyword test 1

anchor text #2 (link diretto): paginaB.html non in SERP per questa parola

keyword test seo 2

anchor text #3 (link con anchor): paginaB.html in SERP per questa parola

keyword test 3

anchor text #4 (link con querystring + Canonical Tag): paginaB.html in SERP per questa parola

keyword test 4

anchor text #5 (link con redirect 301): paginaB.html in SERP per questa parola

keyword seo test 5

Conclusioni: Il Test conferma che Google non legge gli anchor text successivi al primo se la pagina di destinazione è linkata in maniera diretta, ma li legge invece utilizzando uno dei 3 metodi suggeriti (hash, querystring + canonical, redirect 301) che possono rappresentare una valida arma per il link building interno e far rankare le proprie pagine per diverse parole chiave.

Che ne pensate? Vi sarà utile questo test?


Laureato in Ingegneria elettronica, ho scoperto che mi piace di più fare il SEO Specialist e dopo un paio d'anni da amatore e qualche corso e qualche convegno, nel 2010 ho iniziato a farlo per lavoro. Attualmente sono in una nota agenzia di Roma. Oltre a scrivere di motori di ricerca su questo blog, pubblico sporadicamente guest post su siti internazionali. Potete trovarmi qua e là come zen2seo.

5 comment1

  1. Interessante..

    Un dubbio..
    La pagina BB è andata in 301 senza neanche essere indicizzata da Google?

    A rigor di logica, se va in 301 Google dovrebbe escluderla dall’indice, o comunque non indicizzarla mai se il redirect è stato fatto prima..

    A lungo andare questo dovrebbe far pensare a Google che la pagina non è più importante…

    Anche perchè, in teroia, se si linka internamente ad una pagina che va in redirect 301 e quella pagina si mette per esempio in sitemap, webmastertools da un errore di reindirizzamento per la pagina..

    Di solito sarebbe opportuno evitare di linkare internamente una pagina che va in redirect verso un altra, corregendo il link interno.. (parlo di cosa si dovrebbe fare in ottica di “pulizia” interna)

    Che dite?

  2. Ciao Andrea,
    la pagina BB non è mai stata indicizzata, infatti: è la pagina B (quella che vogliamo posizionare) che è in SERP per l’anchor text del link.
    (sulla pulizia interna, comunque, hai ragione: quando possibile è meglio correggere i link piuttosto che fare un redirect…)

  3. Non so, c’è qualcosa che non mi convince in tutto cio’..
    Questo metodo del redirect 301 secondo me è “black hat SEO”..
    In pratica si reindirizza da htacess una pagina che non contiene nulla e non viene mai indicizzata da google, solo per farvi puntare un differente anchor e andare in SERP sulla pagina destinazione per quella chiave..

    Di fatto dopo un po’ di tempo, credo proprio che Google inizi a non preoccuparsi di quel link..O comunque si accorga, se fatto più volte su un dominio, che li’ dentro ci sono redirect per link interni, di pagine che non hai mai indicizzato, e non hanno mai avuto visite..Quanto peso possono avere? :)

  4. post molto interessante. al di là delle pratiche per ‘salvare’ i link interni fa pensare su come strutturare meglio i menu globali

  5. Che sia una tecnica un po’ borderline è vero; che possa non durare nel tempo o non dare grosso contributo mi sembra possibile ma è una supposizione che andrebbe verificata.
    In generale, comunque, si tratta di metodi che potrebbero non funzionare tra qualche tempo e di certo non li consiglio come fondamento delle proprie strategie di ottimizzazione. Per ora ho trovato che potrebbero dare una mano, poi sta a ciascuno ponderare se e come usarli… ;)

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