Chi ha letto l’ultimo mio post sull’article spinning avanzato, avrà capito che ogni tanto qualche incursione nelle tecniche meno trasparenti la faccio, perlomeno sul piano della disquisizione teorica.
Oggi vi mostro come si possono raccogliere alcune centinaia di link in meno di mezz’ora e senza spendere un centesimo.
L’immagine qui sopra vi mostra i link riportati da Yahoo! Site Explorer per un sito, o meglio un blog, che ho appena registrato. Qualcuno di voi sicuramente starà pensando a un dominio scaduto, e in questo caso non è molto lontano. Ma un dominio scaduto ha un costo, mentre io l’ho avuto gratis.
Come?
Semplice. Con un po’ di pazienza sono andato a ravanare tra i rifiuti della blogosfera: blog in precedenza ospitati su blogspot che sono stati cancellati e il cui nome era disponibile per una nuova registrazione.
La semplice query registra intitle:”Blog non trovato” inurl:blogspot restituisce alle volte delle perle inattese, registrare di nuovo il nome è immediato. E con esso ti arrivano tutti i link ancora in vita verso quel terzo livello.
A questo punto, cosa farne del blog dipende da che tipo di link si hanno in ingresso, dalle esigenze e dalle scelte di ciascuno. Un po’ di possibilità le elenco di seguito.
- Riportare in vita il blog, inserirci contenuto (possibilmente a tema con quello precedente) e beneficiare dei link direttamente.
- Usarlo per linkare altri siti. In questo caso, i target beneficiano in maniera indiretta dei link che riceve il blog.
- Implementare un rozzo redirect con un meta refresh a 0 secondi, e trasferire in qualche modo i link in ingresso verso il proprio sito.
In tutti i casi è facile però far scattare campanelli d’allarme.
Nel primo caso, soprattutto se il tema del blog non sarà il medesimo che in passato, si inizierà probabilmente ad attrarre o creare link in ingresso con anchor text diverso dal passato. E le incongruenze con lo storico sono sempre sospette, come mostra l’immagine qui a seguire, tratta da un totemico articolo su Seomoz sul Link spamming.

Nell’ultimo caso, il sito su cui si rimanda avrà un’esplosione di inbound link da siti difficilmente a tema e con anchor text che può non c’entrare nulla con quello desiderato. Red flag probabile. E per domini giovani e pochi link in entrata, vedo anche il rischio di perdere tematicità.
La scelta meno “pericolosa” potrebbe essere la seconda, sempre se non si continua sulla strada blackhat usando il blog come parte di una link wheel. Inserendo invece qualche articolo originale ogni tanto, a tema col pregresso e in qualche modo con il sito target, linkando inizialmente solo verso siti autorevoli, qualche beneficio si potrà averlo.
Per finire, giusto due considerazioni:
- Usare google per trovare questi blog implica necessariamente che il motore sa che per essi c’è stata una fase di cancellazione, e quindi un prima e un dopo.
- Blogspot appartiene a Google, che quindi sa che l’account che gestisce il blog è cambiato.
Credo d’aver detto tutto quello che mi viene in mente a riguardo. Che dite, ora vi metterete a caccia o è tempo sprecato?
Articoli Correlati

3 modi differenti per aggirare la regola del primo link
Come molti test in passato hanno già confermato, l’algoritmo di Google valuta solo il primo anchor text per tutti i link diretti verso lo stesso url presenti sulla stessa pagina: si tratta di una limitazione [...]

Primo link e immagini: la regola non vale
Alcune settimane fa avevo pubblicato i risultati di un test riguardo alla “regola del primo link“, che mi aveva permesso di capire che ci sono almeno 3 modi efficaci per evitare che anchor text non [...]

Article Marketing post Panda: serve ancora?
Finalmente da qualche giorno anche in Italia il tanto atteso Google Panda è arrivato, e nei forum impazzano le discussioni, le testimonianze di cali di traffico o di miglioramenti di ranking. Non voglio dire niente [...]

Google e Bing utilizzano i link dai social network per il ranking
Che i link condivisi su Twitter e su Facebook fossero importanti per i motori di ricerca non è una novità, basti vedere come Bing mostri i like su Facebook, o gli aggiornamenti real time di [...]

Web Properties 2.0: i pro e i contro in un’ottica SEO
Mi è capitato più di una volta di parlare con amici blogger angustiati dall’imminente chiusura del loro blog ospitato su piattaforme gratuite: è accaduto non molto tempo fa con Vox, per esempio, e sta accadendo [...]
