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Conversion Rate Optimization in 7 passi

Chi fa SEO sa bene che molto spesso dell’attivitità di posizionamento sui motori di ricerca si ha una visione confusa, se non distorta, con mezzi e fini scambiati o poco chiari. Alla domanda: “qual è il tuo obiettivo?”, ti senti rispondere: “voglio essere primo per [keyword a caso]“. Ma questo, ovviamente, non può essere un obiettivo; può essere semmai un mezzo (se [keyword a caso] vale qualcosa), mentre il fine dell’attività di ottimizzazione e posizionamento dovrebbe essere sempre l’acquisizione di un risultato in termini di conversioni (vendite, iscrizioni a newsletter, richieste contatti o quel che volete), o di aumento del traffico o diffusione del brand. Essere primi non è un obiettivo. Farlo capire però può non essere semplice, e allora oggi provo a illustrare un processo ottimizzato per arrivare dalla keyword al target.

CRO Flow Chart

1) Voglio essere primo per [keyword a caso].
Pessima idea. Parti dal presupposto che la [keyword a caso] non è la migliore possibile. Potrebbe non essere cercata, o cercata ma non dal tuo specifico target. Potrebbe essere cercata dal tuo target ma essere troppo competitiva per le tue possibilità. Potrebbe essere posizionabile nel lungo periodo ma potresti avere esigenza di essere visibili nel breve. Insomma, difficilmente sarà quella giusta su cui lavorare, quindi àrmati di santa pazienza e fai la tua analisi keyword. Come farla? Ognuno ha i suoi metodi, l’importante è che tu la faccia.

2) Ho trovato una keyword con un KPI da paura.
Bene, divertiti a posizionarla. Tenendo da parte discorsi di long tail e supponendo che solo quell’unica keyword sia quella che ti serve, lavora per arrivare nei primi posti (1-5, al massimo). Se non ci sei, fai tutte le attività SEO del caso (on-page e off-page) fino a quando non raggiungi la vetta della SERP; dopo lo scroll già non va bene.

3) Che figo, sono primo!
Bello, sì, ma sono primo con la pagina giusta? Se devi vendere delle scarpe rosse e sei primo con la pagina del profilo aziendale, stai introducendo come minimo 2-3 passaggi nel processo di conversione. Quanti utenti perdi per strada? Essere primi per la pagina sbagliata non è l’ottimo. Se la pagina posizionata non è quella giusta, rimetteti a lavorare e spingi la landing che ti serve.

4) Ce l’ho fatta, sono primo con la pagina che volevo.
Spettacolo. Ma vai a controllare le statistiche di accesso. Fai un sacco di impression nella SERP e hai un CTR del 2%. Forse sarebbe il caso di rivedere il messaggio che comunichi. Il tuo Title è un’accozzaglia di parole chiave? La description è uno stillicidio di puntini sospensivi e termini slegati? Google mostra rich snippet per i competitor e tu non ce l’hai? Individua le carenze e ottimizza il tuo look nella SERP. (Ci sarebbe anche Instant Previews, per essere completi)

5) Il mio biglietto da visita nella SERP attrae più di Belen.
A questo punto dovresti avere un buon CTR e un traffico interessante e di qualità. Ma non vendi un solo maledetto paio di scarpe rosse. E’ giunto quindi il momento di chiederti se sei persuasivo. La landing page optimization è un punto delicato ma che può dare un’impennata alle tue conversioni. Se Test A/B e multivariati non sono alla tua portata, chiediti almeno se il tuo sito ispira fiducia (graficamente e comunicativamente).

6) La mia landing convincerebbe un leone che la carne di antilope fa male.
Be’, sei quasi arrivato alla meta, ma non è detto che ciò sia sufficiente. Quante operazioni i visitatori devono compiere per completare l’ordine? Sono necessari 15 step? C’è gente che potrebbe desistere. Oppure, neanche si capisce da dove s’inizi per acquistare. Chiediti se sei usabile, e se no rimedia.

7) Pure mia nonna sarebbe in grado di usare il mio sito.
Sei forte, hai fatto tutto il possibile. Adesso se non vendi le tue scarpe rosse significa solo una cosa. Forse le scarpe fanno schifo…

E’ chiaro che bisognerebbe capire come fare tutte queste cose, ma di questo semmai parliamo in altro momento. L’obiettivo del post, semplicemente, è indicare un metodo con cui pensare un processo che dalla parola chiave porti all’obiettivo. Ti sembra utile?


Laureato in Ingegneria elettronica, ho scoperto che mi piace di più fare il SEO Specialist e dopo un paio d'anni da amatore e qualche corso e qualche convegno, nel 2010 ho iniziato a farlo per lavoro. Attualmente sono in una nota agenzia di Roma. Oltre a scrivere di motori di ricerca su questo blog, pubblico sporadicamente guest post su siti internazionali. Potete trovarmi qua e là come zen2seo.

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